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IL MUSEO
Capaccio (SA)
Loc. Paestum, Via Magna Grecia
Tel. 0828/811023

Orario: 9.00 – 19.00; chiuso il primo e il terzo lunedì del mese
Ingresso: € 4,10 intero, € 2,10 ridotto, € 6,20 (cumulativo con area archeologica)

Il Museo Archeologico Nazionale di Paestum è certamente tra i più importanti musei archeologici italiani. È sorto nel 1952 ed inizialmente era costituito da un’unica sala. Questo nucleo originario fu successivamente (1962) ampliato e furono predisposti nuovi ambienti.
Il Museo documenta, in diverse sezioni, le varie fasi storiche culturali di Paestum e di tutto il suo territorio.
Una sezione introduttiva ricostruisce la storia della scoperta del sito archeologico, un’altra sezione è dedicata alla preistoria: qui sono esposti i materiali più antichi, risalenti al paleolitico, e i reperti della vicina necropoli del Gaudo e della piccola necropoli di Capodifiume.
La sezione romana documenta l’evoluzione storica della colonia latina dal 272 a.C., anno della conquista romana della città, fino alla decadenza. Il percorso espositivo approfondisce diversi temi: l’urbanistica, i monumenti pubblici, gli spazi sacri, gli spazi privati, le necropoli, le strutture politiche e sociali.
Un’altra sezione del museo raccoglie i pezzi pervenuti dagli scavi eseguiti presso l’Heraion del Sele: frammenti delle decorazioni architettoniche e scultoree, fra cui le 10 metope, superstiti del tempio Maggiore (compongono una narrazione continua raffigurante un gruppo di danzatrici), una ricca serie di vasi, immagini della dea Hera e altri oggetti portati in dono dai frequentatori del tempio. Particolarmente interessanti sono una testa bronzea del VI secolo a.C., un disco d’argento con la dedica a Hera, bronzetti arcaici che decoravano grandi vasi, rametti di corallo, flauti di osso e tre maschere femminili in marmo.
Di grandissima importanza è la vasta collezione di vasi del IV secolo a.C. Uno dei più conosciuti è un’hydria che raffigura la Partenza di Bellerofonte per la Licia (opera di Asteas). Il ceramista Python fu autore di una grande anfora dipinta, in cui è raffigurata la Nascita di Elena dall’uovo di Leda. Un altro artigiano ricordato è il cosiddetto Pittore di Afrodite, chiamato così dalla figura della dea posta al centro di una grande anfora.

Particolarmente significativa è la ricchissima raccolta di pitture funerarie. Si tratta di lastre affrescate: le più antiche sono decorate solo nella parte centrale con fasce, corone, bende o rami; successivamente si afferma l’uso di vere e proprie scene figurate per le tombe maschili (soprattutto guerrieri a cavallo) e di elementi decorativi per quelle femminili.
Tra i pezzi di inestimabile valore storico e artistico ci sono le lastre dipinte della cosiddetta Tomba del tuffatore, unico esempio di pittura di età greca della Magna Grecia. Le immagini rivelano una particolare simbologia che chiarisce la concezione greca dell’aldilà. La tomba è composta da 5 lastre su cui è dipinta una scena di banchetto funebre. Sulla lastra di copertura è rappresentato un uomo che si tuffa in acqua: il tuffo simboleggia il passaggio dalla vita alla morte.

 

     
               
             
     

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