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Affacciata sul mar Tirreno, Capaccio gode di un affascinante paesaggio naturalistico, ricco di una fitta e verde vegetazione, la tipica macchia mediterranea. Il suo patrimonio naturale è reso ancora più "interessante" dalla Pineta litoranea che costeggia tutta la spiaggia di Capaccio. La Pineta raccoglie diverse varietà di pino, tutte tipiche del territorio Capaccese. Ad accrescere la bellezza della natura di Capaccio vi è la presenza del fiume Sele, che nascendo dal monte Cervialto, percorre la parte finale del suo corso nel territorio capaccese. Le sponde del fiume Sele sono costeggiate da una ricca vegetazione spontanea che impreziosisce la naturale bellezza del paesaggio.

     
     

Lo scenario della natura di Capaccio rientra nel perimetro del Parco Nazionale del Cilento e Vallo del Diano. Secondo in Italia per estensione, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo del Diano nasce ufficialmente il 6 dicembre 1991 con la legge R 394. La sua superficie comprende ben 215.000 ettari, estendendosi per quasi l’intera porzione meridionale della provincia di Salerno, precisamente tra la Pianura del fiume Sele a nord, il Vallo del Diano ad est, il Golfo di Policastro a sud e il Mar Tirreno a ovest. Esso è il risultato dell’opera combinata dalla Natura e dall’Uomo e per questo motivo rientra nella categoria dei paesaggi evoluti, i cosi detti Beni Misti, poiché esso è il risultato di eventi storici, sociali, economici, artistici e spirituali avvenuti sull’intero territorio del Parco. Il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo del Diano è l’unico in Italia ad essere considerato Bene Misto. Grazie alla sua immensa superficie di estensione, il Parco presenta una varietà di ambienti: aree costiere e montagne, fiumi impetuosi e ruscelli, rupi e foreste che determinano una grande diversità floristica e faunistica. Per quel che riguarda la flora, il Parco è popolato da circa 1800 specie di piante e autoctone diverse e spontanee, alcune delle quali rivestono una notevole importanza fitogeografica, essendo Endemiche e/o rare. La più importante e rara specie di pianta presente sul territorio del Parco è senza dubbio la Primula di Palinuro (Primula palinuri), nonché simbolo stesso del Parco Nazionale. Questa specie presente sul territorio siè, lentamente e gradualmente, evoluta ed associata in comunità di piante altamente specializzate, ed in equilibrio con l'Ambiente, ha costituito l'attuale paesaggio vegetale del Cilento. Lungo la costa cilentana, a diretto contatto con gli spruzzi dell’acqua salata del mare, vivono fitocenosi ad alofite estremamente specializzate e dominate dalla endemica Statice salernitana (Limonium remotispiculum) mentre sulle frequenti falesie costiere gli aggruppamenti rupicoli mediterranei sono costellati di preziosi endemiti come la Primula di Palinuro, il Garofano delle rupi (Dianthus rupicola) la Centaurea (Centaurea cineraria), l'Iberide florida (Iberis semperflorens), la Campanula napoletana (Campanula fragilis), ed altre ancora.
Le spiagge invece, sono caratterizzate dalla presenza del sempre più raro Giglio marino (Pancratium maritimum). La varietà di queste specie, con le loro fioriture, donano al territorio un paesaggio costiero di rara bellezza. L’area costiera è poi arricchita dalla presenza di distese di uliveti, giardini quasi naturali che si confondono e si integrano nella natura delle coste cilentane. Spostandosi nella fascia mediterraneo-arida si può ammirare la multiforme e policroma tipica vegetazione del territorio: la Macchia Mediterranea, in due sole località costiere, arricchita dalla Ginestra del Cilento (Genista cilentina) da Carrubo (Ceratonia siliqua), Ginepro rosso o fenicio (Juniperus phoenicea), lembi di leccete, boschetti a Pino d'Aleppo (Pinus halepensis). Sui monti più alti sono invece, presenti Querce, Aceri, Tigli, Olmi, Frassini e Castagni, mentre sulle quote ancora più elevate si trova il rarissimo Crespino dell'Etna (Berberis aetnensis) e le Sassifraghe. Tra le immense varietà d specie rare e protette vivono anche piante più comuni, che si possono semplicemente trovare anche altrove, come Betulla (Betula pendula), l'Abete bianco (Abies alba) ed il Bosso (Buxus sempervirens) ed Platanus orientalis autoctono dei dintorni di Velia.

     
     


Così come la flora, anche il mondo della fauna presenta una grande varietà di specie viventi, la maggior parte delle quali protette. Sulle vette più alte e sulle praterie è sovente ammirare l'Aquila reale che divide questo ambiente con altri rapaci come il Falco pellegrino (Falco peregrinus), il Lanario (Falco biarmicus), il Corvo imperiale (Corvus corax) ed il Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax). Tra i pascoli si osservare l'arvicola del Savi (Microtus savii), un piccolo roditore erbivoro predato dalla Volpe (Vulpes vulpes), dalla Martora (Martes martes) o anche dal Lupo (Canis lupus) specie quest'ultima la cui popolazione sembra essere in leggera crescita. In questi luoghi, regni delle farfalle vivono la Lucertola muraiola (Podarcis muralis) e la Luscengola (Chalcides chalcides).

     
     

Tra la ricca avifauna delle foreste di faggio le specie più tipiche sono il Picchio nero (Drycopus martius), il Picchio muratore (Sitta europaea) e il Ciuffolotto (Pyrrhula pyrrhula), mentre di grande interesse è la presenza dell'Astore (Accipiter gentilis) uccello rapace la cui distribuzione è in declino. Molto ricca è anche la fauna dei corsi d'acqua dove senza dubbio domina la popolazione di lontre (Lutra lutra) forse più ricca d'Italia.

     
     

Le lontre amano vivere nelle aree prossime alle sorgenti, dove le acque sono più fredde, mentre all’ombra dei folti boschi vivono rara Salamandra dagli occhiali (Salamandrina terdigitata), endemismo italiano di grande interesse naturalistico, e la più comune Salamandra (Salamandra salamandra). Nei siti con acque più limpide e ricche di ossigeno abbondano la Trota (Salmo macrostigma) ed il Merlo acquaiolo (Cinclus cinclus), lungo le sponde sono frequenti piccoli trampolieri limicoli come il Corriere piccolo (Charadrius dubius) mentre nelle piccole pozze la Rana italica, la Rana dalmatina, l'Ululone dal ventre giallo (Bombina pachypu) e il Rospo.

     
               
               
     

     
             
     

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